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Home non è solo una struttura o un edificio, ma è la casa degli affetti in cui si costruisce il senso etico e morale di un individuo oltre che della famiglia. Ma, come è noto purtroppo, è tra le mura di casa che quasi sempre si consuma la violenza contro le donne e contro i minori. Questa volta ho voluto parlare proprio dei bambini, dei figli e delle figlie vittime di femminicidio, della loro infanzia spezzata, violata; della loro non-infanzia.

Quando viene uccisa una donna non è solo una donna che muore; muore una sorella, una figlia, una nipote, un’amica, muore una madre e con essa le persone a lei legate. A volte si sopravvive a questo orrore, altre volte no, e come Euridice, non è possibile tornare indietro. Non si torna indietro dalla morte, non si torna indietro dalla morte della propria madre, non si torna indietro se la figura che doveva proteggere uccide la madre e picchia i propri figli fino a farli ricoverare in ospedale innumerevoli volte. Non si torna indietro quando questo accade.

Nel testo che ho curato e scritto, c’è una frase che è il senso di tutto lo spettacolo: “Senza genitori si è soli al mondo”.

Un padre che picchia la madre dei suoi figli e i figli stessi non è un padre. È la negazione stessa dell’essenza di un padre il cui senso è chiuso nell’etimologia della parola che significa “protezione e nutrimento”. Il vuoto, la solitudine e la desolazione che si può provare sono immani e inenarrabili. Ripeto sempre alle mie attrici e ai miei attori, e mi rivolgo a voi spettatori, che per quanto crudo possa essere uno spettacolo teatrale non potrà mai raggiungere la violenza della realtà. Per questo, credo il teatro ha anche il dovere di divenire strumento di denuncia sociale. Siamo coinvolti tutti: istituzioni, scuola, famiglia, privati cittadini. È chiamata in causa la nostra coscienza. La responsabilità dei tempi che stiamo vivendo è nostra, di noi adulti. Bisogna educare e prima ancora educarsi tirare fuori il meglio che è in noi, non il peggio. Le nuove generazioni lo stanno urlando da anni. Ci stanno chiedendo di non lasciarli soli. Gli ultimi agghiaccianti episodi che hanno reso terribile l’estate appena trascorsa, lo dimostrano.

Nello spettacolo sono presenti, riadattati, due atti unici di Tennessee Williams: La camera buia, e Proprietà espropriata.

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